Colloqui sulla democrazia

invito con programma ai colloquiDEMOCRAZIA NON STOP
ecco il nuovo link

al programma aggiornato
dei quattro giorni

 

Dobbiamo parlare di democrazia. Non dobbiamo limitarci a discutere su come risolvere i molteplici problemi. Per trovare le soluzioni giuste, dobbiamo innanzitutto chiederci in che modo cercare le soluzioni ai problemi.

Dobbiamo cercare il modo migliore per plasmare la democrazia, in modo da poter risolvere i problemi nel miglior modo possibile.

 

Venite alle Giornate della Democrazia da mercoledì 3 giugno a sabato 6, dalle 8 alle 24, alla Casa Goethe in via Goethe 42, Bolzano.

 

Tra un dibattito e l’altro con ospiti appositamente invitati, le persone impegnate nella democrazia saranno liete di accogliere cittadini di ogni età che desiderino entrare e parlare di democrazia.

 

gruppi di colloquio sulla democrazia

 PRIMO ANNUNCIO

DEMOCRAZIA NONSTOP


Venite a partecipare ai colloqui sul presente e sul futuro della democrazia.


Per quattro giorni, dalla mattina fino a sera inoltrata.

In gruppi di discussione, parleremo della democrazia di cui abbiamo bisogno e che desideriamo, 
e cresceremo insieme superando la sua triste realtà.
 
Dal 3 al 6 giugno
 
Ingresso libero in qualsiasi momento dalle 8 alle 24
Casa Goethe in via Goethe 42, Bolzano
 
 ! Il programma dettagliato seguirà nei prossimi giorni !

 

preinvito

 

Che cos'è oggi la democrazia?
Una stanca ovvietà che non riesce più a entusiasmare nessuno? O la condizione fondamentale per una vita buona per tutti in questo mondo? Entrambe le cose! Ed è per questo che è giunto il momento di occuparcene.

Liberiamola dalla routine quotidiana e facciamola brillare al sole come una pietra che può nobilitare la vita umana - una pietra preziosa, se è nelle nostre (!) mani. Rendiamola lucida e splendente!

In questo ci vengono in aiuto gli ospiti, invitati da vicino e da lontano:

  • Ralf-Uwe Beck - Sprecher von Mehr Demokratie e.V. Deutschland
  • Ann-Christine Vossberg Straw - Co-Präsidentin der Schweizer-Demokratie-Stiftung
  • Mario Staderini - fondatore di Democrazia Radicale, Roma
  • Alex Marini - presidente dell'associazione Più Democrazia in Trentino
  • Francesco Palermo - professore di Diritto costituzionale comparato
  • Marco Boato - già Senatore della Repubblica
  • David Hofmann - Climate Action
  • Roberto Innocenti - Partito Umanista
  • Thomas Benedikter - Wirtschaftswissenschaftler, Sozialforscher, Publizist und Autor
  • Theresia Morandell - Politika / Gesellschaft für Politikwissenschaft, Eurac Research
  • Hannes Obermair - Historiker
  • Alessandro Cossu - Facilitatore ritmico
  • Christoph Moar - IT-Experte
  • e altri ancora
 
 

La minoranza in Consiglio con l'impegno per la partecipazione si fa maggioranza

“Difetti tecnici”? Non esistono!
Si legga la relazione sul disegno di legge

i partiti che sostengono l'obiettivo di rendere praticabile la partecipazione con esponenti dell'Iniziativa

L'8 e il 9 ottobre scorso otto partiti hanno presentato in Consiglio provinciale due disegni di legge, proposti originariamente dall'Iniziativa per più democrazia, al fine di rendere finalmente praticabile il diritto di co-determinazione dei cittadini.

Grazie all'unità degli otto partiti in questo intento la minoranza (di opposizione) è diventata maggioranza con 18 voti e le due proposte avrebbero potuto essere approvate!
Il Presidente della Provincia ha affermato che entrambi i disegni di legge sarebbero stati respinti a causa di presunte “carenze tecniche”. Basta però leggere le relazioni sui disegni di legge per capire che tali carenze non esistono.
La “minoranza” e la maggioranza di governo hanno deciso insieme di rinviare la discussione per tentare di raggiungere un accordo. Trattandosi delle modifiche minime necessarie per l'applicabilità della legge provinciale 22/2018, è però escluso un compromesso che le possa limitare o addirittura possa nuovamente
impedire la sua applicabilità.

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referendum costituzionale sulla magistratura

Italia - 22/23 marzo 2026

Ancora una volta i cittadini salvano la Costituzione grazie alla democrazia diretta


NOCon l'esito del referendum sulla riforma della giurisdizione, l'Iniziativa per più democrazia ricorda che già nel 2006 e nel 2016 i cittadini si sono opposti con successo, tramite referendum, a una concentrazione di potere perseguita con il «presidenzialismo», così come questa volta contro una limitazione della separazione dei poteri. E ricorda che nel 2014 anche la popolazione altoatesina si è opposta con successo, tramite referendum confermativo, a una finta democrazia diretta proposta dalla SVP e nel 2022 all'abolizione del referendum stesso.


Inoltre, è emerso ancora una volta chiaramente che la presenza del quorum di partecipazione non è giustificata. Senza di esso, tutti dovono scendere in campo con le proprie argomentazioni, anche se sono le più stupide. In assenza del quorum di partecipazione non si vince una votazione speculando sull'astensione. Chi può ancora, alla luce di questa esperienza, sostenere in modo credibile il mantenimento del quorum di partecipazione nel referendum abrogativo? Una proposta di iniziativa popolare per la sua abolizione è stata presentata al Senato.


E, non da ultimo, l'Iniziativa per più democrazia si chiede: alla luce di questo referendum, come potrà ora un partito del Consiglio provinciale altoatesino opporsi in modo credibile alla possibilità di rendere finalmente applicabili anche in Alto Adige gli strumenti di democrazia diretta? La maggioranza di governo dovrà dare una risposta a questa domanda ancora prima dell'estate.

 
 

Lettera aperta e petizione al Consiglio provinciale

METTETE FINE ALLA PIÙ GRANDE TRUFFA MAI COMMESSA
IN ALTO ADIGE!

RENDETE FINALMENTE APPLICABILI I DIRITTI DI CO-DECISIONE!

LA DEMOCRAZIA A METÀ NON FUNZIONA!

ESSA È DEGENERATA IN UN DOMINIO DI POCHI!

lettera apertaOggi, martedì 9 settembre, nel corso di una conferenza stampa l'Iniziativa per più democrazia ODV ha presentato una lettera aperta, sostenuta finora da 30 organizzazioni, in cui si chiede al Consiglio provinciale di rendere finalmente praticabile la normativa sui diritti di co-decisione. Erano presenti rappresentanti delle organizzazioni e consiglieri provinciali.

La lettera aperta viene pubblicata in vista della sessione di ottobre del Consiglio provinciale, in cui saranno trattati due progetti di legge. Questi hanno lo scopo di eliminare gli elementi ostacolanti e gli impedimenti presenti nell'attuale legge sulla democrazia diretta. I due disegni di legge sono stati presentati da 8 dei 9 partiti che avevano assunto questo impegno nei confronti dei cittadini prima delle elezioni provinciali del 2023. La maggioranza assoluta necessaria per modificare la legge è a portata di mano.

Nella lettera aperta ai consiglieri provinciali le organizzazioni esigono che con questa modifica si ponga finalmente fine, dopo 24 anni, all'impedimento continuo alla partecipazione garantita dallo Statuto di autonomia.

petizione al Consiglio provincialeÈ stata anche presentata una petizione online con la quale i cittadini hanno la possibilità e sono invitati a dare forza a questa richiesta (link alla petizione per firmare).

Gli organizzatori ricordano al Consiglio provinciale che, secondo un sondaggio ASTAT, pubblicato nel novembre 2022, oltre il 70% degli altoatesini di età compresa tra i 18 e gli 80 anni ritiene che i referendum siano importanti almeno quanto le elezioni. È quindi un dovere democratico del Consiglio provinciale rispondere a questa volontà della maggioranza della popolazione.

link alla LETTERA APERTA  https://www.dirdemdi.org/images/it/pdf/lettera_aperta_ai_consiglieri_prov_con_link_2025.pdf
link
alla PETIZIONE ONLINE   https://openpetition.eu/!nmtbf

 

referendum costituzionale sulla magistratura

Referen­dum costituzionale del 22 e 23 marzo

Opuscolo referendario online redatto da "Più Democrazia Italia"

 

Opuscolo referendario In vista del referendum confermativo costituzionale del 22-23 marzo sulla riforma relativa alla divisione del Consiglio Superiore della Magistratura e all’istituzione dell’Alta Corte disciplinare, pubblichiamo l’opuscolo informativo elaborato da Più Democrazia Italia ispirandosi al modello realizzato dalla Confederazione elvetica in occasione di ogni singola consultazione popolare e che viene inviato a tutti gli aventi diritto di voto congiuntamente alla scheda di voto.

Ancora una volta, in Italia, non sono state recepite le raccomandazioni della Commissione di Venezia né le buone pratiche internazionali in materia di informazione istituzionale sui referendum. Una lacuna che denunciamo da oltre un decennio.

La conseguenza sono campagne referendarie dominate da comunicazione di parte, spesso veicolata da gruppi di potere, senza un minimo presidio istituzionale di neutralità che riporti il confronto su basi corrette, verificabili e razionali. In un’epoca in cui la disinformazione rappresenta una minaccia strutturale per le democrazie l’assenza di informazione istituzionale imparziale è una responsabilità politica che pesa.

L’opuscolo realizzato da Più Democrazia Italia con il coordinamento di Leonello Zaquini nasce per colmare una lacuna istituzionale, ispirandosi a modelli consolidati come quello svizzero e californiano, dove l’istituzione pubblica fornisce ai cittadini una guida sintetica ma completa prima di ogni votazione popolare. Con questo opuscolo l'organizzazione vuole garantire una base conoscitiva minima e oggettiva.

Trova le ragioni del Si su pagina 5 del opuscolo referendario accessibile qui sotto attraverso il link, le ragioni del No sulle pagine 6-7. 

 

Sottolineiamo:
Questa riforma costituzionale trae origine da un conflitto di lunga data tra i governi di destra e la magistratura.
Di recente, ad esempio, in merito alla gestione dei profughi in pericolo in mare, ai procedimenti relativi ai richiedenti asilo e alla costruzione di un ponte sullo stretto tra la Sicilia e la Calabria. È un dato di fatto che si ripetano attacchi verbali da parte di rappresentanti dei partiti di destra contro singoli giudici e la magistratura. I partiti di destra sostengono compatti il sì alla riforma, mentre la magistratura e le sue organizzazioni sostengono in larga misura il no, sostenuto anche dai partiti di sinistra, dai sindacati e dalle organizzazioni del campo sociale, come ad esempio il KVW (ACLI tedesca).

In definitiva, si tratta del conflitto tra la Costituzione e i governi che vedono i propri progetti e le proprie decisioni limitati da tale Costituzione. La Costituzione è nata sotto l’impressione delle esperienze con il fascismo. È la base per una magistratura completamente indipendente e la garanzia della separazione dei poteri e del controllo giuridico del potere politico, che è decisivo per la democrazia. In questa riforma costituzionale non si ravvisa immediatamente una limitazione della funzione di controllo della magistratura e della sua indipendenza. Tuttavia, ciò è da temere in relazione alle nuove leggi di applicazione che si renderanno necessarie a seguito della riforma auspicata.

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