Now the citizens!!

La risposta ai problemi dell'Europa siamo noi cittadine e cittadini!

L'Unione Europea è una costruzione di organizzazione democratica alquanto strana. Essa ha un Parlamento che dovrebbe avere il potere legislativo ma non può emanare leggi ed è circondato da organismi che hanno maggiore influenza e maggior potere decisionale di esso stesso. Commissione europea, Consiglio dell'Unione europea, Consiglio europeo, Banca centrale europea, ECOFIN, ESM ed altri sono coinvolti nelle decisioni in modo non chiaro e assolutamente non trasparente. 

Le cose sono chiare: L'UE viene determinata da forze che non hanno proprio l'interesse di ricercare soluzioni che superino gli interessi nazionali. Solo la Commissione europea che si compone di rappresentanti dei partiti di maggioranza degli stati nazionali e solo questa può esercitare il potere legislativo, unendo così in sè il potere esecutivo con quello legislativo. Li stati nazionali che dovevano essere superati dalla Comunità Europea, la sfruttano per i loro interessi. E questi di regola non sono quelli dei loro cittadini ma i rispettivi interessi economici più forti.
Se ora con le elezioni siamo al punto di dover temere che le forze „nazionalpopuliste“ nell'UE potrebbero prendere in mano le redini,

in fondo al testo trovi i nomi dei candidati in Alto Adige che hanno firmato

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lettera aperta al Ministro Fraccaro

Attuare le raccomandazioni della Commissione di Venezia del Consiglio d'Europa!

Per la prima volta in Italia, e probabilmente esempio unico al mondo, è stato istituito un Ministero che ha il compito di assicurare in ugual modo il buon funzionamento dei procedimenti parlamentari e quelli di partecipazione dei cittadini. Ed è la prima volta in Italia che un contratto di governo prevede una riforma degli istituti di democrazia diretta che mira ad un effettivo ampliamento e ad un considerevole miglioramento dei diritti di partecipazione diretta dei cittadini.
Questo ha generato ovviamente una forte aspettativa dalla quale è scaturita una lettera redatta in collaborazione tra Iniziativa per più democrazia e l'organizzazione sorella "Più democrazia in Trentino", rivolta all'inizio dell'anno a Riccardo Fraccaro, Ministro per i Rapporti con il Parlamento e per la Democrazia Diretta. Nella lettera vengono espressi i concetti base per un buon funzionamento della partecipazione direttodemocratica e, in forma operativa, le misure atte a realizzare una buona prassi di partecipazione democratica. Questi i macro-capitoli evidenziati nella nostra lettera:

  1. raccolta delle firme e loro certificazione
  2. quorum di validità
  3. referendum (confermativi)
  4. presupposti procedurali e regolamenti

Come orientamento abbiamo fatto riferimento al Codice di Buona Condotta sui Referendum della Commissione di Venezia.
Qui la lettera inviata l'8 gennaio al Ministro Fraccaro.

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Ma siamo matti?!

 Vogliono derubarci di nuovo di una metà della democrazia diretta!


La nuova legge provinciale 22/2018 “Democrazia diretta, partecipazione e educazione politica” è un compromesso raggiunto con fatica a livello partitico e con quella parte della società civile che è interessata al rinnovo della democrazia. Questa legge è stata

  • chiesta per anni dalla società civile con una serie di iniziative di legge popolari e con un referendum;
  • elaborata in base a un processo di partecipazione che ha coinvolto moltissime organizzazioni e tanti cittadini interessati;
  • presentata in Consiglio provinciale con un'iniziativa popolare raccogliendo ben 12.000 firme;
  • varata nel luglio 2018 con una maggioranza di due terzi dei consiglieri presenti;
  • e infine a Roma è stata ritenuta conforme alla Costituzione.

Il capogruppo della SVP Gerhard Lanz dopo soli tre mesi dall'entrata in vigore ora la vorrebbero sostituire con un nuovo disegno di legge (12/2019), eliminando nientemeno che la metà della democrazia diretta - il referendum sulle leggi provinciali non votate con la maggioranza dei due terzi - nonché regole per la tutela delle minoranze linguistiche e sociali.

Referendum e Iniziativa - i due pilastri della democrazia diretta

Addirittura la metà della democrazia diretta? Sì, perché essa si compone dei due strumenti referendum e iniziativa. I&R si chiamano anche gli istituti di ricerca sulla democrazia diretta. La democrazia diretta con il referendum da ai cittadini il potere del controllo diretto sulla legislazione: realizza il principio per cui deve diventare legge solo ciò che è condiviso dalla maggioranza degli aventi diritto al voto. Con l'iniziativa invece i cittadini possono esercitare il potere di legiferare loro stessi: quando è necessario, la società non deve dover aspettare per anni che la rappresentanza politica si attivi per porre rimedi a problematiche incombenti. Freno e acceleratore in mano ai cittadini! “La cosa geniale del referendum e dell'iniziativa è dunque che essi costringono il governo e il parlamento a praticare una politica lungimirante e anticipatrice. Ogni legge deve essere elaborata in modo che resista ad eventuali votazioni referendarie davanti al popolo, altrimenti tutto il lavoro sarebbe valso a nulla. Anche le iniziative hanno carattere anticipatore. Se la classe politica non si cura abbastanza dei problemi e delle difficoltà della popolazione, allora incombe un'iniziativa - che spesso è formulata in modo assai più radicale che una legge corrispondente.“ (Urs Leuthard, caporedattore del telegiornale della televisione svizzera: A wie abstimmen, Das zentrale Element der direkten Demokratie, in Demokratie von A-Z https://ursleuthard.ch).

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Il meglio arriva ancora

Con quello che abbiamo raggiunto, il meglio deve ancora arrivare!

Non è semplicemente fantastico?

25 anni fa, cittadini impegnati in varie organizzazioni di volontariato avevano maturato la convinzione che per svolgere in modo veramente ragionevole e produttivo il proprio compito mancava una condizione essenziale: semplicemente la possibilità di potersi rivolgere in modo diretto con le proprie proposte di risoluzione di problemi, e per evitarne di nuovi, ai primi interessati, i cittadini; di non essere pertanto dipendenti con queste proposte da una maggioranza governativa che quasi mai era aperta a argomentazioni ragionevoli. Affinché quanto avevano ritenuto essenziale diventasse realtà e affinché tutte le cittadine e tutti i cittadini potessero decidere su quanto deve valere nel proprio territorio e su quanto non deve succedere, si è quindi formata “l'Iniziativa per più democrazia“, e in e con essa per venticinque anni semplici cittadini hanno lavorato in modo convinto ed energico perché ciò diventasse realtà. Ecco il link alla presentazione di quello che hanno raggiunto.

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Reciproco incoraggiamento

Sostegno reciproco tra Associazioni e Ministero per i Rapporti con il Parlamento Visione e intenti condivisi per rinforzare la democrazia diretta e garantire i diritti politici

 

Bolzano-Trento, 22 febbraio - Così come annunciato nella nota distribuita la scorsa settimana, mercoledì 20 febbraio una delegazione delle 2 Associazioni sorelle Iniziativa per più democrazia e Più Democrazia in Trentino ha incontrato a Roma Riccardo Fraccaro, Ministro per i rapporti con il Parlamento e Democrazia Diretta.
Il colloquio è durato oltre un’ora e si è svolto in un’atmosfera cordiale. Dal confronto, cui hanno partecipato anche funzionari del Ministero, sono emerse le molteplici difficoltà che tutti noi, Associazioni e Ministero, affrontiamo: a livello ministeriale nel costruire un impianto legislativo che dia dignità ai diritti politici dei cittadini, a livello territoriale nell’accedere agli strumenti di partecipazione. Il Ministero affronta quotidianamente posizioni pregiudizievoli, riconducibili a ignoranza (in senso proprio) dei principi, del funzionamento e degli effetti della democrazia diretta; sul territorio le Associazioni si spendono per consentire il ricorso agli strumenti referendari, dovendo troppo spesso fare i conti con l’impossibilità (o l’estrema difficoltà) nell’attivarli – difficile poi spiegare ai cittadini che si sono spesi per fare democrazia che il loro impegno non porta ad alcun risultato.
Registrare questa unità di visione e di intenti è stato importante – e confortante. Il suggellare un patto di reciproco sostegno naturale conseguenza.

La nostra Associazione Iniziativa per più democrazia ha avuto modo di esporre al Ministro Fraccaro lo stato dell’arte in Alto Adige/Südtirol (nel luglio 2018 una legge sulla democrazia diretta è stata varata dal consiglio provinciale, frutto dell’impegno di oltre 25 anni dell’Associazione). L’obiettivo di Iniziativa per più democrazia è ambizioso:

In foto, a partire da sinistra verso destra
Lorenzo Spadacini (Capo Dipartimento Riforme Istituzionali), Lucia Fronza Crepaz (Più democrazia in Trentino), Stefano Longano (Consigliere personale del Ministro), Otto von Aufschnaiter (Iniziativa per più democrazia), Ministro Riccardo Fraccaro, Stephan Lausch e Maria Larcher Schwienbacher (Iniziativa per più democrazia), Daniela Filbier (Più democrazia in Trentino)

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